5 consigli per fare meno riunioni o almeno renderle più produttive | slow thinking

Tra le tante pagine web che parlano di come si conduce una riunione quella citata in fondo al post è una delle più sintetiche e carine. Secondo me manca solo il 6 consiglio: una riunione deve avere un oraro di inizio e uno di fine. Il primo è da rispettare da parte di tutti il secondo deve essere fatto rispettare da chi la riunione l’ha indotta e la porta avanti.

5 consigli per fare meno riunioni o almeno renderle più produttive | slow thinking.

ERC autostart into a new instance of emacs

Most of this blog is published into Italian but I think that sharing technical tips should be better done trying to write them into English.

I’m a fun of emacs but I consider my self still a beginner. Every day I found new ways improve the my usage of this programmable editor.

One of the problems I was experiencing was the mess from gnus, ERC and normal buffers. The only solution I found was to run a new instance of emacs but this solution rose a new problem: all instances run after the first complain for emacsserver already running and if I run the gnus instance as first instance all emacsclient will become its clients.

I found the solution to this problem on Edward O’Connor’s blog. Edward use a new emacs for gnus and call a function to invoke gnus at startup and solved the problem with emacsserver, too.

Based on his solution I wrote a function to run ERC:

[cc lang=”lisp” tab_size=”2″]
(add-to-list
‘command-switch-alist
‘(“erc” . (lambda (&rest ignore)
;; does not start emacs server
(setq ted-server-emacs nil)
(interactive)
(setq frame-title-format ‘(“” “%b @ Emacs IRC” ))
(call-interactively ‘erc-freenode)
(sit-for 1)
(call-interactively ‘erc-oftc)
(sit-for 1)
(call-interactively ‘erc-gnome)
(sit-for 1)
(call-interactively ‘erc-azzurra))))
[/cc]

As you can easily see ERC auto connects to some network.

Please note that as per Edward O’Connor’s post ted-server-emacs is set to nil so no server is run if I use emacs for ERC only.

This solution needs to be improved a little bit because all emacs instances still load all the configuration file even if they do not need them. My configuration is based on Alex Ott one so I have many files, perhaps some variables like the ted-server-emacs one can do the trick.

MOOC e corsi online: il mio punto di vista personalissimo

Molti di voi sanno di sicuro che ho finito l’università quando avevo già iniziato a lavorare da alcuni anni, ma non ho mai finito di studiare, ho continuato a leggere libri di informatica per approffondire le mie conoscenze eppure mi sento sempre ignorante e quindi, appena posso, torno sui libri. Quando sono usciti i primi corsi online hanno subito attirato la mia attenzione e l’anno scorso ho provato a seguirne più di uno. Alla fine ne ho completato solo uno relativo a Internet e la sua storia e la maggioranza li ho abbandonati o perché dalle prime lezioni ho capito che non era quello che mi interessava oppure, più spesso, perché non sono riuscito a stare al passo con i compiti da fare. Cosa ho imparato da questi corsi? Un po’ di cose: la prima è che Alfonso Fuggetta ha ragione, i corsi online non possono sostituire i corsi all’università e i corsi in aula in generale; la seconda è che seguire un corso online è impegnativo e occorre molta più concentrazione per seguire le lezioni dal PC che seguirle un professore in aula; la terza è che, come nelle lezioni in aula, occorre studiare, studiare e studiare; la quartaè che il ritmo va seguito e quindi se non si fa gli studenti a tempo pieno bisogna seguire un solo corso; la quinta e ultima, se avete una famiglia tutti devono sapere che state seguendo un corso perché parte del vostro tempo libero sarà dedicato allo studio.
In conclusione nel 2014 sicuramente serguirò qualche altro corso online e l’obiettivo e di completare tutti quelli che inizierò senza farmi prendere dalla foga di seguirne troppi.

LiMux – the IT evolution – An open source success story like never before | Joinup

L’articolo è tutto da leggere per cui vi invito a seguire il link alla fine del testo che cito.
La parte più importante per me è questa:
Important lessons

In their final report the LiMux project officials set out eight points that are crucial to a migration as large and unprecedented as the Munich case:

  • Political support is crucial. Without a person like Mayor Ude, and similar supporters at all levels of the administration, the whole process would have failed. The ability to stand up to lobbyists and handle conflicts without cancelling the project is vital. An interview showing Christian Ude’s commitment can be found here.
  • Migrating PCs and networks is an ongoing project, not a single step. Acknowledging that migration is a long process, not a “big bang”, has been another important lesson.
  • Staff are important. A migration project starts with the IT staff. Motivation is absolutely crucial for both IT staff and users, and needs care and organisation. People have to feel that the project is meant to improve and ease their daily work.
  • Respect all levels of organization. The LiMux project had recognized that leaders on all levels of organization were important for the whole project, because their positive role model would have a very strong impact on the motivation of the IT users before and during the migration.
  • In most cases, projects like these cannot be planned in advance. The first steps have to be to count, identify and structure the existing IT landscapes. One of the most important benefits for the city of Munich was the reorganisation of the IT structure. For the first time, the admins would know exactly by whom, where, when and why a programme was running – not as a matter of control, but for organisational and quality assurance purposes.
  • Beware of heterogeneous IT landscapes. They are far more complex in terms of both administration and migration.
  • Professional management of requirements, testing, releases and patches is fundamental.
  • Again: Only motivated staff can do this. Keeping staff motivated is a very important factor.

LiMux – the IT evolution – An open source success story like never before | Joinup.

webtax, agendadigitale e povera Italia (da cronache di una nomadworker)

Dopo aver letto un poco in giro ed essermi quindi formato un’idea penso che questo pezzo sia quello che più si avvicina al mio pensiero. In special modo sottolineerei il passaggio riguardo l’Irlanda.
Secondo un mio ex collega irlandese in Irlanda ci sono solo: pecore, cavoli e birra, però a partire dagli anni 90 del vecchio secolo (andate a vedere dove venivano assemblati gli Apple europei e dove rispondeva l’help desk di Apple e di altre ditte USA) sono tutti andati la. E perché non da noi? Eppure ho un bel po’ di conoscenti che si sono trasferiti dall’Italia all’Irlanda e anche io, nel mio piccolo, sono stato chiamato a fare qualche colloquio per ditte che hanno sede da quelle parti.
Gli OTT sono una spina nel fianco delle telco e quindi queste protestano, ma quando le telco si sono mangiate tutti gli ISP (che fornivano servizi sfruttando le infrastrutture di telecomunicazione tanto quanto) non hanno fiatato. Hanno aperto i loro portafogli (che allora erano pieni) e hanno pagato senza diffondere troppe notizie.
Del resto che non siamo lungimiranti in politiche economiche lo dimostra il fatto che persa la leva della svalutazione della lira abbiamo perso quasi tutta la nostra capacità di esportazione. La speranza risiede nelle piccole startup ad alta tecnologia e/o alta capacità di innovazione in nicchie ma senza i servizi delle ditte internazionali che più o meno chiaramente sono l’obiettivo di queste nuove norme, nessun piccolo riesce a fars conoscere.

PS: da un post mio pubblicato su Facebook a commento della condivisione dell’articolo citato.