• Category Archives Software libero
  • Inizia una nuova avventura

    Carissimi da oggi ricomincio a scrivere su questo blog per permettere a chiunque di seguirmi nella mia nuova avventura, non voglio costringere nessuno a entrare in questo o quel social network e quindi scriverò qui.

    Iniziamo quindi con l’evento del giorno: stamattina ho rassegnato le dimissioni perché dal 15 di Settembre andrò a lavorare a Galway in Irlanda per HP per dare un qualche contributo a OpenStack.

    Dear all I starting to write on this blog again to keep everyone updated about my new adventure, I don’t want to force people to join this or that social network so I’m going to write here.

    Let start from today event: this morning I resigned from my former employer as on the 15th September I going to work in Galway in Ireland at HP to contribute in some way at OpenStack.

    p5rn7vb


  • My first “webjamp”

    I have to admit that none of the browsers available on Linux fully satisfies my needs but as and emacs and i3 user I find conkeror to be the best solution for most of my browsing.

    What I missed in conkeror was a way to user buffer so I wrote this webjump. This is my first webjump so it could be not the best webjump on earth but it works so for now it is enought for me.

    ::CODECOLORER_BLOCK_1::



  • ERC autostart into a new instance of emacs

    Most of this blog is published into Italian but I think that sharing technical tips should be better done trying to write them into English.

    I’m a fun of emacs but I consider my self still a beginner. Every day I found new ways improve the my usage of this programmable editor.

    One of the problems I was experiencing was the mess from gnus, ERC and normal buffers. The only solution I found was to run a new instance of emacs but this solution rose a new problem: all instances run after the first complain for emacsserver already running and if I run the gnus instance as first instance all emacsclient will become its clients.

    I found the solution to this problem on Edward O’Connor’s blog. Edward use a new emacs for gnus and call a function to invoke gnus at startup and solved the problem with emacsserver, too.

    Based on his solution I wrote a function to run ERC:

    ::CODECOLORER_BLOCK_2::

    As you can easily see ERC auto connects to some network.

    Please note that as per Edward O’Connor’s post ted-server-emacs is set to nil so no server is run if I use emacs for ERC only.

    This solution needs to be improved a little bit because all emacs instances still load all the configuration file even if they do not need them. My configuration is based on Alex Ott one so I have many files, perhaps some variables like the ted-server-emacs one can do the trick.



  • logwatch su CentOS 6

    Sono settimane che tutti i giorni ricevo, da uno dei server dell’ufficio, un’email che laconicamente segnale che logwatch non è riuscito a partire a causa di un problema con la libreria pern Date::Manip. Io che di perl ci capisco quasi nulla ho cercato un po’ in rete, ho applicato tutte le soluzioni fantasiose che ho trovato in giro ma nessuna si è rivelata funzionante.
    Visto che non mi arrendo tanto facilmente stamattina ho deciso di andare a fondo sulla cosa è ho scoperto che per qualche ragione, ancora sconosciuta, nella directory /etc/cron.daily non c’era il classico bash script che, dopo aver impostato alcune variabili e verificato la configurazione, avvia logwatch (la parte perl) ma uno script perl. La cosa strana è che “rpm -qa | grep logwatch” riportava versione 7.3.6 mentre un rapido “diff -u /etc/cron.daily/01logwatch /usr/bin/logwatch” faceva venire fuori che lo script in /etc/cron.daily/01logwatch era un 7.3. Ho rimosso il pacchetto e l’ho reinstallato e tutto, almeno per ora, sembra funzionare. Vedremo stamattina se arriva la solita email con l’errore o il problema è risolto.



  • emacs, gnus e la configurazione

    Che uso emacs ormai lo sanno anche le pietre. Il bello di questo editor è che esiste almeno un modo, così si chiamano gli script e file di configurazione, praticamente per tutto. Il problema è che spesso ne esiste più di uno e che per ogniuno esistono molte strade per configurarli secondo le proprie esigenze, insomma la strada per la configurazione ideale è infinita e non si riesce mai a raggiungere una stabilità.
    Io, quando ho iniziato a usare emacs, sono partito, per pigrizia e ignoranza, scopiazzando la configurazione che altri utenti hanno messo sul web, in particolare ho trovato interessante quella di Alex Ott, perché Alex separa le varie funzionalità, in vero problema è che ora mi trovo con mille file di configurazione in cui spesso sono ripetute parti di configurazione delle stesse applicazioni. Di questa confusione avevo il sospetto ma da quando oggi ho provato a eseguire dovecot dall’interno di gnus ho avuto la certezza. gnus è configurato in 3 file, ma perché? Nei prossimi giorni cercherò di capirlo e di arrivare a una configurazione sensata, per ora mi accontento di aver scoperto il problema.



  • Ubuntu: unity finalmente usabile

    Dovendo re-installare una distribuzione Linux sul portatile di un’amica ho avuto qualche esitazione su quale distribuzione usare, poi alla fine ho installato ubuntu 12.10 ma con un po’ di modifiche.

    Per disattivare il menu globale (che proprio non mi piace e che da molto fastidio a persone che non muovono il mouse con facilità) ho provveduto a fare:

    ::CODECOLORER_BLOCK_3::

    e poi per evitare di mandare dati in giro ho disabilitato la ricerca online e ho fatto:

    ::CODECOLORER_BLOCK_4::

    .

    Ora unity è usabile.



  • Recuperare al password di root se la partizione è cifrata

    Qualche sera fa volevo aggiornare la mia openSUSE sul netbook, ma purtroppo avevo dimenticato la password di root, era tardi e allora ho deciso di rimandare l’operazione. Ieri pomeriggio, tra un test di integrazione e l’altro, ho preso il piccolo portatilino ho avviato con sysrecue da USB e ho provveduto a rimuovere la password di root, quindi ho riavviato e l’ho reimpostata.
    Le operazioni che ho fatto sono state:

    1. ::CODECOLORER_BLOCK_5::

      per controllare quale fosse la partizione cifrata

    2. ::CODECOLORER_BLOCK_6::

      (per la partizione era la seconda)

    3. ::CODECOLORER_BLOCK_7::

      ho quindi digitato la passphrase

    4. ::CODECOLORER_BLOCK_8::

      per controllare cosa era successo

    5. ::CODECOLORER_BLOCK_9::

      (per prendere il nome del vg, il mio è system e contiene un logical volume di nome root

    6. ::CODECOLORER_BLOCK_10::

    7. ::CODECOLORER_BLOCK_11::

    8. ::CODECOLORER_BLOCK_12::

    9. ::CODECOLORER_BLOCK_13::

    10. ::CODECOLORER_BLOCK_14::

    11. ::CODECOLORER_BLOCK_15::

      , specificare /bin/bash è fondamentale perché sysrecue di default usa zsh e openSUSE di default non l’ha

    12. ::CODECOLORER_BLOCK_16::

      e ho sostituito la password di root con un punto esclamativo “!”

    13. ::CODECOLORER_BLOCK_17::

    14. ::CODECOLORER_BLOCK_18::

    A me ha funzionato a meraviglia, invece che rimuovere la password avrei potuto ridarla ma ho voluto fare un esperimento.



  • Recuperato un Aver Aspire One 110L

    Il disco SSD del mio buon vecchio Acer Aspire One 110L si è rotto molto tempo fa e fino a l’altro ieri per continuare a usarlo avevo installato Debian su una memoria USB da 8GB. Non che la soluzione non mi dispiacesse perché aveva un sapore molto geek e mi permetteva comunque di portare il netbook con me durante le ferie e usarlo per visualizzare le foto appena scattate, per leggere le email e per quelle cosette che si fanno quando si è in giro. Il file system sulla chiavetta si corrompe di frequente e quindi non ero soddisfatto della soluzione. A questo punto qualche settimana fa mi sono deciso ad ordinare un disco PATA ZIF da 1,8 pollici e un cavetto, ho cercato un po’ su Internet, ho smontato il portatile, ho rotto alcuni pezzettini di plastica interni, con il mio collega Mirko abbiamo messo un po’ di nastro biadesivo e ora ho un fantastico netbook con 30GB di spazio sfruttabile. Oggi ho installato Debian su LVM cifrato, awesome, emacs, mancano ancora alcune cose come conkeror, calibre, pidgin, gthumb, nm-applet, e la mia configurazione di emacs e il gioco è fatto.



  • IP routing and VLAN on Linux

    This article can be stored under the category note to self as I was not able to figure out the solution till late in the afternoon, I’m trying to write it in English in the hope to be useful to more people.

    The problem
    A gateway between two LANs, with the internal LAN split in VLANs using tagging from the host.

    As ASCII art this is the network schema:

    ::CODECOLORER_BLOCK_26::

    To test our applications we set up different tagged VLANs in the laboratory network, until yesterday our applications running in the office LAN just connected to applications listening on physical interfaces and a simple forwarding iptables rule on the Linux gateway was enough. Yesterday we changed our testing configuration so we need services running on bond0.120 and bond0.150 to be reached from office LAN.

    The solution

    1. Add eth1.120 and eth1.150 to the gateway
    2. Add addresses 192.168.120.18 to eth1.120 and 192.168.150.18 to eth1.150
    3. Add forwarding rule to the gateway for new networks
    4. Add 2 routing tables to the server
    5. Add policy rules to use the new tables

    To add the 2 new tables I just issued, as root, the following commands:

    ::CODECOLORER_BLOCK_19::

    Then I added the 2 default routes to the relative tables using the following commands:

    ::CODECOLORER_BLOCK_20::

    ::CODECOLORER_BLOCK_21::

    To make this tables and rules permanent I created the following 4 files in /etc/sysconfig/network-scripts

    1. route-bond0.120
    2. route-bond0.150
    3. rule-bond0.120
    4. rule-bond0.150

    The content of each file follows even if can be easily guessed:

    route-bond0.120:

    ::CODECOLORER_BLOCK_22::

    route-bond0.150:

    ::CODECOLORER_BLOCK_23::

    rule-bond0.120:

    ::CODECOLORER_BLOCK_24::

    rule-bond0.150:

    ::CODECOLORER_BLOCK_25::



  • Firefox e 187.it

    Carissima Telecom Italia,
    come molti tuoi clienti ho deciso di ricevere la bolletta online, io personalmente odio la carta e quindi mi piace l’idea che sia possibile archiviare tanti bei PDF sui miei dischi fissi invece che tanti fogli in faldoni polverosi.

    Però, carissima Telecom Italia, ti faccio una domanda secca e precisa: hai mai provato ad accedere al tuo sito usando Firefox? Lo sai che secondo quanto riportato qui: http://www.w3schools.com/browsers/browsers_stats.asp è il browser più usato al mondo? Lo sai che quando, noi utenti di Firefox, facciamo click sul uno dei link da cui tu sostieni si possa scaricare il PDF della nostra bolletta non ci viene presentato un dialogo di salvataggio di un PDF ma a una finestra bianca da cui poi ci viene proposto di salvare uno stream che ha come estensione .asp? Lo sai che usando Firefox su Windows non appare neanche la finestra bianca e non si riesce a scaricare la bolletta? Lo sai che in pratica la bolletta è scaricabile senza fare i salti mortali, solo usando il browser che usa il 20% circa delle persone che accedono a Internet ma non quello usato dal 37%? In verità il tuo sito internet dovrebbe essere usabile, comunque, anche dal quel 2.4% di persone che usa Opera.

    Quindi carissima Telecom Italia, ti suggerisco di investire alcuni dei soldi che ti paghiamo per fare qualche test in più sul tuo sito web e permettere a tutti, ma davvero tutti, i tuoi clienti di scaricare la propria bolletta in PDF.

    Un saluto dal tuo Stefano (come mi chiama sempre, amichevolmente, la tua assistente virtuale)



  • XFCE4 e Dropbox

    In ufficio sono passato da gnome3 a xfce4, la scelta è stata dettata dall’instabilità del primo su OpenSUSE. Da utente Dropbox (si lo so esistono servizi equivalenti, basate su software completamente libero ecc ma la pogrizia) non potevo evitare di installarlo sul PC ma come già Luca Ferrari fa notare sul suo blog i signori di dropbox non hanno considerato tunar. A questo punto ho seguito le istruzioni di Luca ed ecco che il mio Dropbox è accessibile da XFCE.



  • apt-spy migrated to git.debian.org

    Asking for a sponsor for apt-spy was for me the starting point for a big new job. Paul Wise did a great review an found out many errors and pointed out that github is not so free as it looks out at a first glance. Paul pointed me to Benjamin Mako Hill‘s great post titled: Free Software Needs Free Tools. So even if I decided to not switch apt-spy to native package with the help of Fabrizio Regalli I imported apt-spy package that is actually on Debian archives in the collab-maint git that was created a while ago.
    I merged github repo (I’m going to leave or even delete) following the guide Git community book chapter about merging.



  • emacs, org-mode e mobileOrg Android

    As many of you already knows I’m constantly trying to get organized and to remember everything but as I have a bad memory I have always a notebook and a pencil with me. Some times ago I discovered org-mode that is an emacs mode to organize your life starting from the point that the first program I run after logon is emacs I decided to give org-mode a try. I found it is good but I need something in my pocket to write my thoughts when they pop up in my mind and I cannot carry my laptop everywhere, so I started copying notes from the notebook to org-mode but lately I abandoned this habit and left the emacs part aside.
    I know own and android based smartphone so I’m trying to use mobile-org.
    The start-up was not the best as I the workflow used by this program is not so clear, or perhaps it’s not so clear to me. To use mobileOrg you need to setup a storage area where you are going to store files used to sync you todos and then:

    • push from emacs
    • pull from your android device
    • modify your notes on the go
    • push from your android device
    • pull to emacs
    • push again from emacs
    • and pull again from the smartphone

    From my point of view last push and pull operation is not so intuitive but before doing it my notes where not synced at all.
    I did not try to create a note on the road on my smartphone but I’m going to do some more tests in the next days.

    PS: sorry for my bad English but I hope this post is of help to people looking for info about org-mode and mobileOrg

    PS [IT]: questo post è in iglese nella speranza di essere di aiuto a più persone