Vecchi PC cercasi

Forse voi tutti sapete che sono socio di ALID e che il fiore all’occhiello dell’associazione è il Progetto Scuola. A inizio anno ALID ha lanciato una campagna per il recupero di vecchi PC per poter recuperare “nuovi” PC da mettere nelle aule. I PC non devono essere proprio delle cose da buttare via, abbiamo dei requisiti minimi e non vogliamo che si diffonda l’idea che Linux è brutto e lento perché noi facciamo avviare OpenOffice su un PC con 128MB di RAM, però ci servono come il pane PC funzionanti.

Tra l’altro nella scuola dove insegna una nostra socia si sono introdotti dei manigoldi che hanno pensato bene di far man bassa dei PC dell’aula, dei portatile delle LIM e soprattutto del netbook usato da una disabile.

Quindi, miei cari assidui lettori, se avete dei computer che stanno prendendo polvere in una angolo del vostro garage, vi preco prendete contatto con ALID e farete contento qualche bambino.

Aggiornamenti sul Powerbook e Debian

Il suggerimento di Koolinus di far partire l’iMac in FireWire Target Disk Mode non ha funzionato per due motivi:
1) l’iMac se lo avvio tenendo premuto T si spegne
2) il Powerbook G3 non ha la firewire

A questo punto, non volendo spendere un centesimo per risistemare un vecchio PC lo regalerò a un amico che forse ha un CD da sostituire. Per fare esperimenti con l’installer di Debian su PowerPC mi accontento, per ora dell’iMac.

PS: mi ha fatto piacere vedere che tra twitter, email e il blog ci siano state risposte a un post che pensavo molto nerd e poco interessante per il mondo.

Il powerbook è decisamente inusabile

Avevo recuperato un vecchio Powerbook G3 e speravo di usarlo per fare qualche esperimento con Debian e invece non funziona, non si riesce a farlo portare a termine un’installazione che sia una, ho provato anche con una vecchia ubuntu 6.10 ma nulla. Il problema sembra essere il CD. Mi arrendo domani o dopo lo porto all’Isola Ecologica. Per fare esperimenti con Debian per PowerPC mi rimane l’iMac. Meglio che niente.

Thunderbird e chromium

Da quando sono passato da gnome3 a xfce e da google-chrome a chromium sulla mia openSUSE 12.2 non riuscivo più ad aprire i link che arrivano nelle email.
Stamattina avevo mezz’ora da dedicare a cercare la soluzione.
Ho avviato thunderbird da terminale e ho notato che usa gnome-open per aprire gli URL così ho provveduto a eseguire:

xdg-mime default chromium-browser.desktop x-scheme-handler/http
xdg-mime default chromium-browser.desktop x-scheme-handler/https

Ho riavviato thunderbird e ora funziona tutto.

Piccole soddisfazioni

L’altro giorno sono andato a fare una camminata con mio suocero: da Pontedecimo al Santuario della Guardia e ritorno. Al ritorno ho attivato OSM Tracker sul mio telefono Android e mi sono fatto una bella traccia GPX. Mi sembrava di ricordare che una delle stradine che abbiamo percorso non fosse su OpenStreetMap. Oggi ho inserito la mia traccia e ho notato che le strade mancanti erano due. Ora rimane il problema di dare loro un nome, ho fotografato i cartelli stradali ma non si vede nulla. Un secondo passaggio è necessario quindi per prendere nota dei nomi delle vie e magari aggiungere qualche dettaglio. La grande soddisfazione è che le vie non sono rappresentate ne in BING ne in Google Maps.

Agenda Monti

Ok, mi sono letto tutte le 25 pagine, con attenzione, dovrei rileggerle per poterle commentare punto su punto e ora? Se questo documento fosse l’introduzione al programma di governo di un partito probabilmente avrebbe il mio voto. Le cose che sono scritte in quel documento sono ragionevoli, condivisibili specie la parte sul falso in bilancio, sull’evasione fiscale, sui concedi parentali, sull’occupazione giovanile e dei più anziani, ecc… Mancano un po’ di dettagli sulla digitalizzazione, gli accenni alla PA digitale e alla banda larga sono insufficienti, ma torna la domanda e ora? Il prof. Monti cosa intende fare pubblicando questo documento e mandando due twit? A me non è chiaro anche se, ripeto, di primo istinto lo voterei.

PS: (aggiunto dopo la pubblicazione) le critiche sull’utilizzo degli strumenti web 2.0 fatte da molti valgono per Monti come per centinaia di altri politici e di PA.