• Le prime due settimane a Galway. (First two weeks in Galway)

    Queste due prime settimane a Galway sono state abbastanza impegnative.

    In ufficio sono stato impegnato per lo più nel sistemare la postazione, studiare, creare account… in una parola a seguire la procedura di “on-boarding”. C’è una fantastica applicazione che genera una lista con scadenze e una serie di wiki con cose più tecniche da fare.

    Fuori dal ufficio ho impegnato mio tempo a cercare di capire dove è come fare la spesa, non è facile per due motivi: devo capire cosa mi serve comprare e quanto riesco a portare con lo zaino. Per ora sto facendo esperimenti. Ho iniziato ad andare in piscina e dopo solo due settimane comincio a vedere qualche piccolo miglioramento.
    Andare in ufficio a piedi è tutto sommato divertente, finora ho avuto fortuna con il tempo, ne approfitto per telefonare alla moglie e per fare un poco di movimento.

    Qualcosa nelle procedure burocratiche è andato storto ma su queste cose scriverò un post dedicato appena avrò finito tutto, in modo che qualche italiano che abbia voglia di venire in Irlanda possa essere informato.

    These first two weeks at Galway were quite busy ones.

    At the office I had to do lots of procedures, account creation, testing, workspace setup… in short to follow the on on-boarding procedures. There is a fantastic web application that generates a todo list with due dates to that you need to add others wikis with more technical procedures to follow.

    Outside of the office it was busy in understand where and how to buy things. I need to find out where are the best shops and how much I can carry with just my backpack. The other problem is understand what to buy to eat the right way. I also started to go to the swimming pool to regain strength in my right leg and some results are already visible.

    I enjoy walking to the office as the weather was nice during these days, I spend my time speaking with my wife on the phone and I’m taking this as an exercise.

    Something went wrong with the bureaucracy but I am going to write a post on that so that people coming to Ireland can be prepared to solve all little issues.



  • Galway atto primo

    Avevo promesso che avrei tenuto informati tutti gli amici che non hanno accesso a social network sulla mia avventura in Irlanda aggiornando questo blog ma poi è successo che non ho ancora un accesso ad Internet da casa, che usare l’iPhone non è poi così comodo per scrivere cose troppo lunghe e quindi eccomi qui, in ritardo.

    Il giorno della partenza

    Il 10 settembre sveglia all’alba, partiamo anzitempo per Linate, tutto ok tranne una breve coda prima di uscire dalla tangenziale, parcheggiamo l’auto nel parcheggio soste brevi (a proposito con i prezzi che hanno non vedo a chi potrebbe venire idea di lasciare l’auto parcheggiata li per più di mezzora) e via verso il banco per lasciare le due pesantissime valigie.
    Il magone sale, ma tra tutti e quattro riusciamo a mantenere un contegno quasi teutonico, abbracci e saluti di rito e via verso i controlli di sicurezza.
    Sulla via del gate vedo un bar, mi fermo pensando, per un po’ niente espresso, ok mi fermo e ne prendo uno, il peggior caffé che abbia mai bevuto, così non rimpiangerò l’espresso italiano. :-)
    A questo punto mi reco al controllo passaporti… apriamo una piccola parentesi, non siamo in Europa, non possiamo muoverci liberamente, allora mi domando perché se prendo un volo per uno stato membro UE mi debbano controllare il passaporto? A Dublino stessa manfrina. Chiudiamo la parentesi e torniamo a noi.
    Seduto davanti al gate vengo colto da un attacco di nostalgia e tristezza, da un magone tale che non riesco a trattenere le lacrime, un ragazzino, che stava partendo per una vacanza studio, mi si avvicina e mi chiede: “Tutto bene?”. Caspita facevo veramente pietà! Mi asciugo le lacrime e rispondo che si, beh niente, solo che sto partendo per trasferirmi in Irlanda e ho lasciato a casa la moglie (per ora) e insomma beh, si tutto bene, mi torna il sorriso vedendo la truppa di ragazzini spensierati e noto che quello che mi si è avvicinato ha un capellino di paglia sulle 23 come se stessa andando in spiaggia.
    All’arrivo a Dublino ritrovo la truppa di ragazzini, condividono con me il terrore di non vedere arrivare i bagagli, alcuni di loro sono al primo viaggio e ci sta, io no, ma non riesco a non gioire quando, come per magia, vedo le mie valigie.
    Come da programma, mi fiondo all’autobus, biglietto di sola andata per Galway. Arrivo e scendo, come fossi uno studente, al GMIT. Prendo le due valigie pesanti come contenessero piombo e le trascino per il chilometro scarso che separa la fermata da casa. Arrivo, c’è il sole, sono un’ora in anticipo e mi godo il sole seduto sul muretto del giardino. Arriva l’agente immobiliare, mi apre casa, firmo il contratto, ci accordiamo sulle ultime cose e via inizia la due giorni di pulizie e sistemazione.

    Primo giorno a Galway.

    Passo in agenzia a prendere il foglio che dice che io sono io e che abito dove abito io, giro un po’ per il centro di Galway e poi vado a fare la cosa fuori dall’ufficio del Welfare. Ci saranno già una ventina di persone, tutte rigorosamente in coda lungo il muro. Alle 10.30 spaccate la porta si apre. Tutti sempre in coda arriviamo alla macchinetta stampa biglietti. Come succede in Italia alcuni stampano tutti i biglietti perché non sanno quale delle 3 code dovranno fare, intanto si procede verso la reception. Io seguo le istruzione che dicono: PPS number andare alla reception. Quando è il mio turno mi siedo, dico: dovrei chiedere il PPS number. Mi viene chiesto un documento di identità e il foglio che dice che io abito dove abito. Mi viene consegnato un modulo e spiegato che prima devo compilarlo e poi prendere il biglietto per le informazioni. Così faccio. Sono il 32esimo. A causa dei furbi con 3 biglietti e del fatto che nel frattempo quello delle informazioni ha smaltito un po’ di richieste in verità ho davanti a me 6 persone. Quasi tutti aspettano seduti, in fondo c’è un gran quantità di cartelli che invita ad attendere seduti e una certa quantità di seggiole vuote per cui non ha attendere in piedi?
    Alla fine ho inoltrato la mia richiesta, mi viene detto che al massimo in 5 giorni lavorativi riceverò il mio numerino magico all’indirizzo che ho lasciato. Tutti i documenti originali mi vengono restituiti.
    Mi fiondo in banca. Ne la Bank of Ireland ne AIB accettano il documento di prova di indirizzo che hanno accettato all’ufficio pubblico, provo a spiegare che per richiedere il PPS questo è bastato, mi viene risposto che la politica aziendale ecc… Una delle due, AIB, dice che se HP ha il conto da loro e mi fa una lettera è OK, altrimenti neanche la lettera del datore di lavoro va bene. Alla fine mi viene detto che se mi presento con la lettera con cui mi verrà notificato il PPS number allora potrò aprire un conto. Sono strani questi irlandesi, all’ufficio pubblico posso presentare una lettera dell’agenzia tramite cui ho affittato la casa alla banca no. Rimango perplesso.
    Faccio alcune commissioni ma sbaglio strada, non capisco le indicazioni che mia moglie mi da via Whatsapp e quindi totalizzo tra 15 e 20 chilometri di cammino. Quando arrivo a casa sono sfatto.

    Secondo giorno a Galway

    Devo comperare l’asse da stiro, è fondamentale, devo comperare l’asse da stiro. Esco e vado a esplorare un centro commerciale vicino casa (20 minuti di cammino, mio cammino = 9min/km). Tralasciamo le foto e i messaggi per decidere con mia moglie quale asse comprare, una comica infinita. Trovo anche altre cose utili e quindi con il mio zainetto in spalla e la mia asse sotto braccio torno a casa. Le persone in auto in coda per strada mi guardano strano, perché? Non capisco? Io sto camminando con la mia spesa sotto braccio e loro sono fermi in colonna. Non hanno mai visto una persona camminare con un asse da stiro sotto braccio!?!? La giornata si conclude con pulizie e pulizie.

    Il terzo e il quarto giorno scorrono leggeri tra piccole commissioni, la messa e un poco di riposo.



  • Trovato casa a Galway (Found an house in Galway)

    La scorsa settimana è stata durissima, incredibilmente dura.

    Già prima di partire sapevo che il mercato degli affitti a Galway è impazzito ma non pensavo arrivasse fino a questo punto.
    Sul mercato ci sono poche case, la domanda è tanta perché ci sono due università e molte ditte che stanno assumendo nuove persone, quindi i prezzi sono alle stelle. Lo standard delle abitazioni è piuttosto basso e anche quelle che vengono presentate come case lussuose avrebbero bisogno di una seria ristrutturata. Gli agenti fanno veramente poco per presentarti le case, se tratti direttamente con i padroni di casa hai più probabilità di trovare un accordo sulle manutenzioni da fare (non ho visto una casa che non avesse bisogno di qualche piccola riparazione).
    Alla fine della settimana, stremato e quasi disperato, stavo per prendere in affitto un casa con un sacco di difetti, quando l’agente, mossa a compassione dalla faccia di mia moglie, ci ha proposto una casa più distante dal centro ma più vicina all’ufficio, casa che non era ancora stata messa sul mercato perché stavano ancora finendo di ristrutturarla. A questo punto abbiamo accettato di andarla a vedere e quando siamo entrati abbiamo trovato una casa nuova, già arredata ma con i muri da finire, con tre bagni, due camere, lavanderia, sgabuzzino in giardino, giardino, posto auto. Tre chilometri dall’ufficio e 30 minuti a piedi dal centro.
    Perfetta!!!


    Last week has been very hard, incredibly hard.

    Even before leaving I know that the letting market in Galway is crazy but I did not think it got up to this point.
    On the market there are few dwellings, the demand is great because there are two universities and many companies that are hiring new people, so the prices are skyrocketing. Housing standard is quite low and even those houses that are presented as luxury homes would need a serious repair. The agents do very little to introduce the houses, if you deal directly with landlords you have more chances to find an agreement on maintenance to do (I have not seen any home that was not in the need of some minor repair).
    At the end of the week, exhausted and almost in despair, I was going to rent a house with a lot of flaws, when the agent, moved with compassion from the desperate expression of my wife, offered us a house further away from the center but closer to my office, the house had not yet been put on the market because they were still finishing up decorating it. At this point we agreed to go and see it and when we entered we found a new home already furnished but the walls to be finished, with three bathrooms, two bedrooms, laundry room, shack in the garden, garden, parking. Three kilometers from my office and a 30 minute walk from the center.
    Perfect!!!



  • Arrivati a Galway

    Il viaggio è andato benissimo. Andare a Linate è stata una piccola impresa a causa della pioggia. Le strade intorno all’aeroporto erano letteralmente allagate. Siamo partiti con un poco di ritardo da Linate ma abbiamo volato benissimo (Aerlingus). Dopo tanto tempo abbiamo trovato una hostess veramente gentile e dal sorriso sincero. Il viaggio in pullman da Dublino a Galway è stato meno pesante di quanto imaginasimo. L’autista era un chiaccherone ma solo prima di partire, avviatoil motore non ha più spiaccicato una parola e noi non lo abbiamo disturbato.
    Galway è un posto carino, a una prima impressione. Abbiamo fatto un giro in centro, dopo cena, e c’erano un sacco di artisti di strada, alcuni bravi altri meno. Fortissima una famiglia che dava l’impressione di suonAva sulla porta di casa propria.

    No English version at the moment as I have no time.



  • Correre o non correre? (To run or not to run?)

    La risposta semplice al quesito è: correre.

    L’ortopedico, ieri, dopo aver analizzato raggi e risonanza, ha confermato che:
    1) il ginocchio fa schifo come qualunque ginocchio rotto e riparato, che chiunque dica che ti rimette a posto come prima è un bugiardo
    2) basta irrobustire i muscoli della coscia per diminuire il lavoro di legamenti e articolazioni e quindi sotto con esercizi, su questo argomento si accettano suggerimenti oltre al nuoto (devo trovare una piscina a Galway)
    3) per un anno devo prendere integratori per le cartilagini
    4) correre non fa male, almeno che io non senta dolore al ginocchio, e quindi posso ricominciare a mio piacimento

    Prevedo che ricomincerò a correre quando sarò definitivamente migrato in Irlanda.

    The simple answer to the question is: run.

    The orthopedic surgeon, yesterday, after analyzing rays and resonance, confirmed that:
    1) the knee sucks like any knee broken and repaired, and that anyone who says that after surgery your as before is a liar
    2) I need to strengthen the muscles of the thigh to decrease the work of ligaments and joints so let’s start to exercise, any accept suggestions about this topic is welcome, he suggests swimming (I have to find a swimming pool in Galway)
    3) for a year I have to take supplements for cartilage
    4) run does not hurt, so I can start again when I like

    I’m going to start to run again when I’ll finally migrate to Ireland.



  • Inizia una nuova avventura

    Carissimi da oggi ricomincio a scrivere su questo blog per permettere a chiunque di seguirmi nella mia nuova avventura, non voglio costringere nessuno a entrare in questo o quel social network e quindi scriverò qui.

    Iniziamo quindi con l’evento del giorno: stamattina ho rassegnato le dimissioni perché dal 15 di Settembre andrò a lavorare a Galway in Irlanda per HP per dare un qualche contributo a OpenStack.

    Dear all I starting to write on this blog again to keep everyone updated about my new adventure, I don’t want to force people to join this or that social network so I’m going to write here.

    Let start from today event: this morning I resigned from my former employer as on the 15th September I going to work in Galway in Ireland at HP to contribute in some way at OpenStack.



  • My first “webjamp”

    I have to admit that none of the browsers available on Linux fully satisfies my needs but as and emacs and i3 user I find conkeror to be the best solution for most of my browsing.

    What I missed in conkeror was a way to user buffer so I wrote this webjump. This is my first webjump so it could be not the best webjump on earth but it works so for now it is enought for me.


    //
    // buffer app
    //
    define_webjump("abuffer", "javascript:location.href='https://bufferapp.com/add?id='+"+
    "((1 + Math.random()) * 65536 | 0).toString(16).substring(1)+((1 + Math.random()) * 65536 | 0).toString(16).substring(1)+"+
    "((1 + Math.random()) * 65536 | 0).toString(16).substring(1)+((1 + Math.random()) * 65536 | 0).toString(16).substring(1)+"+
    "'&url='+encodeURIComponent(location.href)+'&text='+encodeURIComponent(document.title);");

    m4s0n501


  • 5 consigli per fare meno riunioni o almeno renderle più produttive | slow thinking

    Tra le tante pagine web che parlano di come si conduce una riunione quella citata in fondo al post è una delle più sintetiche e carine. Secondo me manca solo il 6 consiglio: una riunione deve avere un oraro di inizio e uno di fine. Il primo è da rispettare da parte di tutti il secondo deve essere fatto rispettare da chi la riunione l’ha indotta e la porta avanti.

    5 consigli per fare meno riunioni o almeno renderle più produttive | slow thinking.



  • ERC autostart into a new instance of emacs

    Most of this blog is published into Italian but I think that sharing technical tips should be better done trying to write them into English.

    I’m a fun of emacs but I consider my self still a beginner. Every day I found new ways improve the my usage of this programmable editor.

    One of the problems I was experiencing was the mess from gnus, ERC and normal buffers. The only solution I found was to run a new instance of emacs but this solution rose a new problem: all instances run after the first complain for emacsserver already running and if I run the gnus instance as first instance all emacsclient will become its clients.

    I found the solution to this problem on Edward O’Connor’s blog. Edward use a new emacs for gnus and call a function to invoke gnus at startup and solved the problem with emacsserver, too.

    Based on his solution I wrote a function to run ERC:

    [cc lang="lisp" tab_size="2"]
    (add-to-list
    ‘command-switch-alist
    ‘(“erc” . (lambda (&rest ignore)
    ;; does not start emacs server
    (setq ted-server-emacs nil)
    (interactive)
    (setq frame-title-format ‘(“” “%b @ Emacs IRC” ))
    (call-interactively ‘erc-freenode)
    (sit-for 1)
    (call-interactively ‘erc-oftc)
    (sit-for 1)
    (call-interactively ‘erc-gnome)
    (sit-for 1)
    (call-interactively ‘erc-azzurra))))
    [/cc]

    As you can easily see ERC auto connects to some network.

    Please note that as per Edward O’Connor’s post ted-server-emacs is set to nil so no server is run if I use emacs for ERC only.

    This solution needs to be improved a little bit because all emacs instances still load all the configuration file even if they do not need them. My configuration is based on Alex Ott one so I have many files, perhaps some variables like the ted-server-emacs one can do the trick.